Ma nel suo insieme la Soprintendenza è un unico organismo, dipendente dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ha in gestione diretta il gruppo di musei, ville e giardini di proprietà dello Stato italiano (il cosiddetto “Polo Museale”), ed esercita la tutela sul patrimonio artistico, storico ed etnoantropologico di proprietà diverse nel “territorio” della città di Firenze. E agisce con una forma di autonomia gestionale, amministrativa e contabile poggiando su due uffici fondamentali, che come due polmoni nascosti e protetti entro il corpo ne mantengono attive le funzioni vitali: l’Ufficio del Bilancio e l’Ufficio del Personale.
Per mandare avanti una macchina come questa, in termini comprensivi di tutela, gestione, valorizzazione del patrimonio, ci sono i direttori e funzionari dei musei, i funzionari dell’Ufficio Città di Firenze, gli architetti, i tecnici, il personale di vigilanza e custodia, i responsabili di uffici e servizi “trasversali” (didattica, biblioteca, catalogo, notifiche, gabinetto fotografico, ricerche, permessi, archivi di varia natura, cura del sito web, sviluppo degli strumenti informatici e altro ancora): 700 persone, alle quali vanno aggiunti tutti coloro che lavorano al nostro fianco nei servizi d’accoglienza, nell’editoria, nella didattica, nello spettacolo.
Il sito web è il luogo dove tutto questo trova una presentazione organizzata e un’ampia cercabilità. Sono anche online, grazie a un lungo lavoro svolto negli ultimi anni e ancora in corso, archivi interi di immagini e di dati alfanumerici, che permettono di accedere a opere d’arte non esposte nelle sale ma conservate nei depositi.
Questa dimensione virtuale, in continua espansione e potenziamento, aumenta i contatti internazionali della Soprintendenza fiorentina, che è comunque parte di un vivacissimo network di scambi culturali, di cui le mostre d’arte sono un importante strumento.
Cristina Acidini