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Dodici mesi d'Arte

Dodici capolavori presentati e descritti dal
soprintendente Cristina Acidini

January Tiziano Vecellio La Bella Tiziano Vecellio La Bella olio su telao 1536 ca. Palazzo Pitti, Galleria Palatina e Appartamenti Reali by Cristina Acidini

Dal quadro, una donna avvenente – La Bella, appunto – ci guarda con occhi scuri e intenti. Rappresentata a più che mezza figura, con magnifica veste e acconciatura adeguata, resta misteriosa nella sua identità. Tiziano, uno tra i massimi artisti dell’Europa del tempo, la dipinse intorno al 1536 per il duca d’Urbino Francesco Maria I Della Rovere , il quale in una sua lettera la definì semplicemente: “Quella Donna che ha la veste azura”. E dunque? Cortigiana, matrona, ritratto vero, ritratto ideale? Le ipotesi si sono accumulate e accavallate nel tempo, ma nessuna, per ora, convince del tutto.

Nel 2011 è giunto a termine un attento restauro da parte dell’Opificio delle Pietre Dure durato quasi tre anni (diretto da Marco Ciatti ed eseguito da Patrizia Riitano con un team di colleghi ed esperti scientifici), ha eliminato i ritocchi scuri delle vernici, riportando alla luce l’incarnato rosato del volto e del decollété, l’azzurro lapislazzuli del ricchissimo abito in damasco e fili d’oro, il biondo dell’elaborata acconciatura. Dopo la pulitura de La Bella, risulta evidente la forte somiglianza della giovane con altri celebri ritratti femminili di Tiziano, come la Venere d’Urbino degli Uffizi e la Fanciulla con pelliccia del Kunsthistorisches Museum di Vienna. E’ possibile che l’artista si sia servito della stessa modella, per rappresentare una bellezza femminile idealizzata, sulla scia delle Veneri e delle “belle donne” raffigurate anche da altri pittori veneti del tempo.

Nel 1631 il quadro fu trasferito a Firenze con la ricchissima eredità di Vittoria della Rovere, figlia di Francesco Maria II e ultima discendente della casata, sposa del granduca Ferdinando II de’ Medici. Passata al cardinale Francesco Maria de Medici e poi al granduca Cosimo III, La bella fu tra i primi dipinti ad essere esposti nella Galleria Palatina. Nel 1804 venne portato a Parigi dalle truppe napoleoniche (insieme a ben altri 62 capolavori della Galleria Palatina), e qui fu sottoposto ad un intervento di foderatura: la superficie pittorica fu integrata con pesanti ridipinture e coperta da una spessa vernice.

Dopo una mostra a lei dedicata in occasione del ritorno alla Galleria Palatina, La bella è partita per un tour Americano, favorito dalla preziosa collaborazione della fondazione FIAC, che ne ha visto l’esposizione al Kimbell Art Museum di Forth Worth in Texas, al Nevada Museum of Art di Reno ed infine all’Art Museum di Portland. La serie di mostre che si è concluso lo scorso 29 gennaio, ha registrato uno straordinario successo, testimoniando ancora una volta l’interesse del pubblico straniero per i capolavori del Rinascimento italiano.

Bentornata a La bella, opera d’arte del mese di gennaio!