Sala 2

Primato dell’arte francese fra Rivoluzione e Impero

L’occupazione di Firenze da parte delle truppe napoleoniche, nel 1807, e l’avvento del granducato di Elisa Baciocchi furono episodi politici di grandissimo rilievo anche per lo sviluppo delle arti in Toscana, poiché la corte francese insediatasi a Palazzo Pitti si dimostrò subito sensibilissima alla promozione del gusto avviando committenze in ogni settore artistico.

Protagonisti indiscussi di questa breve ma feconda stagione furono Pietro Benvenuti, nominato da Elisa direttore dell’Accademia di Belle Arti, i pittori francesi – Boguet, Gauffier, Fabre, Gagneraux – emigrati da Roma alla fine del Settecento e, vanto principale della corte, Antonio Canova che lasciava a Palazzo Pitti, oltre al busto della Calliope, la Venere italica, scolpita per risarcire le collezioni fiorentine del trasferimento in Francia di quella medicea.

Per celebrare l’Atene d’Italia, lo stesso Benvenuti dipingeva il grande quadro con Elisa fra gli artisti destinato a Versailles, grazie al quale è possibile documentare non solo quelle presenze illustri ma anche l’eleganza degli arredi che, insieme ad alcuni interventi decorativi, introducevano nella reggia di Pitti esempi notevoli dello stile Impero.

Ricerca avanzata


Autore
 
Soggetto
Museo
• Elenco delle sale

• Elenco delle opere

• Opere non esposte nel museo