
Negli anni della Restaurazione, la presenza a Firenze della famiglia Demidoff influì assai profondamente sull’assetto culturale della città, sia per lo stile di vita che i principi russi conducevano nella spettacolare residenza di San Donato – quasi sfida rivolta agli aristocratici toscani e alla stessa corte granducale –, sia per l’attenzione da essi dimostrata a tutti i generi dell’arte e attestata dall’ampiezza straordinaria delle loro collezioni.
A questi va il merito d’aver favorito la conoscenza, in Toscana, della pittura di storia francese – Ingres, Delacroix, Delaroche –, e dell’impulso dato allo sviluppo delle arti applicate – in special modo alla mobilia storicistica di Falcini e di Frullini –, nonché delle importanti commissioni affidate a Lorenzo Bartolini e a Giuseppe Bezzuoli, che in quegli anni rappresentavano i massimi raggiungimenti della nuova poetica del Romanticismo.