Sala 14

I generi storici alla ribalta delle Esposizioni

La tensione sperimentale scaturita dagli incontri del Caffè Michelangelo si doveva necessariamente confrontare con la vitale tradizione dell’arte accademica toscana della seconda metà del secolo che, presentando alle Esposizioni opere di qualità ineccepibile basate sul recupero disegnativo e formale dei maestri del passato e dei contemporanei francesi, ingenerava spesso nei giovani artisti dubbi circa la discussa opportunità di riprodurre il vero aggirando la pratica estenuante dell’atelier.

La straordinaria capacità di coniugare l’osservazione del reale con gli apporti intellettualistici della mediazione letteraria, evidente in massimo grado nelle opere di Antonio Ciseri e, con aspetti di più accattivante narrazione, in quelle di Gabriele Castagnola e di Rodolfo Morgari, costituì dunque una sorta di contrappunto formale all’evolversi dell’arte dei macchiaioli, che all’algida astrazione dei soggetti accademici anteponevano l’esperimento d’una rinnovata visione della natura.

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