
Il successo ottenuto dalla Cacciata del Duca d’Atene all’Esposizione Italiana del 1861 indicava ancora nel tema di storia antica un campo privilegiato di sperimentazioni formali più gradito dei soggetti contemporanei, che proprio in quegli anni alcuni artisti protestatari tentavano di portare alla ribalta.
Diego Martelli scrisse apertamente il proprio dissenso criticando gli apparati espositivi ufficiali che, opponendosi al nuovo, preferivano celebrare la retorica dei contenuti.
In realtà il quadro dell’Ussi, come anche il Buonconte di Smargiassi, rappresentarono il culmine evolutivo del quadro storico di tradizione romantica e morelliana, affidati com’erano alla serrata narrazione degli eventi scanditi dalla definizione di solide masse rilevate e contrapposte dal forte chiaroscuro, o alla prevalenza di scenari naturalistici dipinti come rappresentazioni del vero.