Sala 20

La pittura dei campi

Dopo il 1870 comincia ad affermarsi una seconda generazione di pittori macchiaioli formatasi a diretto contatto con la linea originaria del movimento ma che ben presto diverge dalla misura compositiva dei maestri per aderire alle estetiche europee diffuse negli ultimi due decenni del secolo.

Tra questi artisti emergono, per così dire, due dinastie: quella dei Gioli, legata a Fattori, e quella dei Tommasi, influenzata da Lega, che soggiornò spesso presso di loro nella casa di Bellariva.

L’occasione per il debutto ufficiale fu la mostra di Livorno del 1886, dove il punto di forza fu proprio questa ‘generazione di mezzo’ composta da Ferroni, da Francesco Gioli, da Cannicci, da Adolfo e Angiolo Tommasi, da Cecconi e Panerai che negli studi dal vero di piccolo formato, comuni in questi anni anche ad ambienti romani e meridionali, già mostravano di conoscere i quadri di vita campestre presentati ai salons parigini da Jules Breton e Julien Bastien-Lepage.

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