
I movimenti spiritualisti che negli ultimi due decenni dell’Ottocento caratterizzano la cultura europea, dal simbolismo di Gustave Moreau e di Odilon Redon al dannunzianesimo di Sartorio e Michetti, provocarono quella crisi del principio di realtà oggettiva che proprio negli ultimi anni del secolo giustifica l’ottimismo naturalistico della pittura di divulgazione.
Tali orientamenti sorsero come reazione alle insufficienze del Positivismo e del Verismo e, additando il sentimento del mistero, ricercarono nella luce e nel colore i mezzi per superare la materialità delle cose.
In base a questi presupposti la pittura divisionista di Nomellini, di Previati, di Kienerk, quella intensamente letteraria di Adolfo Tommasi e di Antony De Witt, la stessa disgregazione formale delle sculture di Medardo Rosso integravano dunque una gamma contraddittoria di valori, dal misticismo all’intervento sociale, intesi tutti come categorie inscindibili del nuovo spiritualismo lirico.