La mostra ripercorre la fortuna del racconto attraverso le edizioni storiche e gli illustratori che, a partire dalla prima edizione illustrata del 1883, lavorarono prima per Paggi, poi per Bemporad, quindi per Marzocco, fino ad arrivare a Giunti.
Accanto ai disegni originali, tavole piccole e grandi a china e a tempera, si troveranno esposte opere di pittori e scultori contemporanei che permettono di seguire l’evolversi del gusto e dello stile degli illustratori del testo di Collodi, laboratorio creativo per Enrico Mazzanti (1883), Enrico Mazzanti e Giuseppe Magni (1894 e 1897), Carlo Chiostri (1901), Attilio Mussino (1910-1911 e 1927), Fulvio Vicoli (1922 circa), Giorgio Mannini (1925), Piero Bernardini (1930), Futiqua e Disney (1940), Attilio Cassinelli (1981).
Il racconto della mostra parte infatti dagli anni Ottanta dell’Ottocento e arriva al centenario del 1981 snodandosi nella sala del fiorino e in quella della musica e trova all’interno del percorso museale della Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti riferimenti storici ed artistici, ed elementi per comprendere il processo creativo e l’ambiente artistico fiorentino e toscano del tempo.
Così troviamo il ritratto a caricatura di Lorenzini fatto da Angiolo Tricca, la Firenze vista dai tetti di Hollaender, il racconto dei nonni di Silvestro Lega e di Arturo Faldi, i bambini borghesi di Odoardo Borrani e Giovanni Boldini, i paesaggi campestri e le marine di Giovanni Fattori, di Luigi Bechi, dei Gioli, del Signorini. Elia Volpi, con la bimba di fronte alla vetrina di un negozio, rappresenta l’attrazione infantile verso il giocattolo e quel mondo è esemplificato in mostra da una serie di balocchi coevi. Ancora, Giuseppe Costantini con la scuola del villaggio, Michele Tedesco, Pietro Saltini, Gaetano Chierici oltre a sculture e un teatrino dei burattini, ben rappresentano il mondo di Pinocchio.
Libri antichi, edizioni pregevoli e rare accanto ad altre comuni, giochi, manifesti, ceramiche seguono il racconto storico e temporale della fortuna del testo, sempre in relazione al suo editore storico, Giunti.
Pitture e sculture di Elisabeth Chaplin, Libero Andreotti, Piero Bernardini, Guido Ferroni, Baccio Maria Bacci, Antonio Berti, Quinto Martini, Venturino Venturi accompagnano il percorso illustrativo, integrandolo con riferimenti culturali del Novecento toscano, a ribadire la grande fortuna dell’emblematico racconto del burattino.
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da martedì a domenica, ore 8,15-18.50
(i biglietti per la mostra vengono emessi fino alle ore 18.05)
chiusura: lunedì, 25 dicembre, 1 maggio.