Sala dell’Iliade

In epoca medicea, la sala era destinata al gioco del ‘Trucco’ (una specie di biliardo). Nel 1689 il granduca Cosimo III la riservò come sua stanza privata, dotandola di una cappella, e facendola decorare con quattro grandissimi dipinti di Giuseppe Nicola Nasini, raffiguranti i ‘Novissimi’ (cioè i quattro momenti ultimi della vita: la Morte, il Giudizio. L’Inferno, il Paradiso).

Il granduca Ferdinando III d’Asburgo-Lorena rimosse i ‘Novissimi’ nel 1795, e incluse l’ambiente nella sequenza di sale destinate ad ospitare la Galleria Palatina. Nel 1815, al suo ritorno dall’esilio dopo la caduta di Napoleone, affidò a Luigi Sabatelli la decorazione della volta (1819-1825), che raffigura eventi anteriori alla guerra di Troia, desunti dal Libro XV dell’Iliade di Omero.

Al centro, Giove ordina agli dei riuniti a concilio, che nessuno di loro intervenga ad influenzare il risultato della guerra di Troia. Nelle lunette, sono illustrate le iniziative di Giunone, avversa ai Troiani, per distrarre Giove con le sue seduzioni.

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