MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
SOPRINTENDENZA SPECIALE PER IL POLO MUSEALE FIORENTINO
MUSEO NAZIONALE DEL BARGELLO
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CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA

David

Donatello (1386-1466)
David
c.1439-1443, bronzo (con tracce di dorature)
cm 158 x 51 (diametro base)
Firenze, Museo Nazionale del Bargello,
Inv. Bronzi n. 95

È il primo nudo in una statua a tutto tondo dopo l'antichità, e certamente l'opera più nota e più ammirata dell'artista, ma nessun documento o notizia ci informa sulla sua esecuzione: il David è ricordato per la prima volta al centro del cortile di Palazzo Medici nel 1469, in occasione delle nozze di Lorenzo il Magnifico con Clarice Orsini.

Si trattò però certamente d'una commissione di Cosimo il Vecchio e fu forse collocato dapprima nella “casa vecchia” dei Medici, in attesa di occupare quel posto d'onore nel nuovo palazzo mediceo, che Michelozzo finì solo nel 1455. Per il silenzio delle fonti, le opinioni degli studiosi sulla cronologia dell'opera sono da sempre contrastanti e oscillano dalla fine degli anni venti fin dopo la metà del secolo.

L'ipotesi ritenuta oggi più attendibile colloca il David alla vigilia della partenza dell'artista per Padova (1443), anche per lo stretto rapporto formale che esso ha con altre opere donatelliane databili tra la fine del quarto e gli inizi del quinto decennio del secolo, come argomenta ampiamente, in catalogo, il saggio storico di Francesco Caglioti.

Quale che fosse l'implicito significato che l'artista e il committente intesero dare alla figura, anche in rapporto a fatti storici del tempo, Donatello crea qui un'immagine del tutto inedita del giovane eroe-pastore della Bibbia, tradizionale protettore della Repubblica fiorentina: un adolescente efebico, la cui acerba nudità allude simbolicamente all'umiltà e al coraggio, che sconfiggono la superbia e la forza bruta. La classicità cui Donatello si ispira in questa figura di giovinetto malinconico e pensoso, è quella del tardo ellenismo con tutte le sue componenti di sottile sensualità. La ‘contaminazione’ del soggetto biblico e civico con la mitologia antica si esprime, tra l'altro, nello straordinario cappello a tese larghe, ornato da nastri e nappe e dall'alloro della vittoria, che ombreggia il viso di David rendendo misteriosa la sua espressione e che ricorda, nella foggia, il caratteristico pètaso di Mercurio.

Alla cacciata dei Medici, nel 1494, il David fu requisito dalla Signoria e collocato, come eroe civico, nel primo cortile di Palazzo Vecchio (1495); di qui fu spostato in una nicchia laterale (1555), poi nel secondo cortile (1592) e, nel Seicento, nella reggia di Palazzo Pitti. Vi rimase ininterrottamente fino al trasferimento nella nuova Sala dei Bronzi Moderni, nella Galleria degli Uffizi (1778), passando poi al Bargello, all'indomani della fondazione del museo (1865). Occupa il suo posto all'interno del grande Salone di Donatello, dalle celebrazioni per il quinto centenario della nascita dello scultore (1887).

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