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I primi spazi espositivi dei Nuovi Uffizi

Le sale blu dedicate ai pittori stranieri

Galleria degli UffiziLe nuove sale visibili al pubblico a partire dal 20-12-2011

Agli Uffizi, dopo molto lavori compiuti e rimasti oscuri perché preclusi agli occhi degli osservatori comuni, si principiano a vedere – anzi, a vivere – le stanze nuove della galleria.

In questi vani di dimensioni domestiche –'gabinetti' per opere di piccolo formato, come un tempo usavano – sono esposte opere d'artefici stranieri dal Cinquecento al Settecento: spagnoli, francesi, fiamminghi e olandesi.

Gli ambienti, insistendo su una porzione del museo estranea alla fabbrica di Vasari, hanno dato agio di svincolarsi dall'incombenza – fin troppo osservata finora – di conformarsi alla bicromia vasariana: grigio della pietra serena e bianco delle pareti. Una bicromia cui s'attennero Gardella, Michelucci e Scarpa, progettando i sei vani che sono stabilmente annoverati nei manuali di museologia del Novecento (dalla sale delle tre Maestà a quella dei Pollaiolo), e che è stata riproposta nei due vani fedelmente ispirati a quelle loro invenzioni (la sala dei Lippi e quella di Leonardo). E però è una bicromia che, seguitando per tutto il percorso di visita, alla fine si risolve in un biancore generalizzato che rischia d'avere più il sapore dell'infermeria che la dignità dell'astrazione. Nelle sale dei pittori stranieri, allora, ho chiesto di prendere in considerazione un colore vibrante anzi acceso: nel caso specifico, il blu; quello che più sembra confacente, per motivi culturali e di gusto, alle opere per cui quelle sale sono state pensate. E l'ascolto da parte dei colleghi responsabili del progetto 'Nuovi Uffizi' è stato immediato: segnale ulteriore – questo – di una consentaneità che sempre più si rinsalda e dà frutti salutari per una prosecuzione felice dei lavori.

Resta, per il futuro, da chiedersi tuttavia se non s'imponga – e ovviamente non solo agli Uffizi – una riflessione sull'avversione al colore che affligge tutti noi da molti anni. È necessario capirne l'origine storica; non foss'altro per darci ragione dell'attuale colore di Firenze, che logicamente scaturisce dalla tinteggiatura (per lo più imposta) delle sue facciate: campionario scialbo di sfumature tutte chiare.

Antonio Natali - Direttore della Galleria degli Uffizi

Altre informazioni sui Nuovi Uffizi
Riapertura della Sala della Niobe (21-12-2012)
Le sale rosse del Cinquecento fiorentino (19-6-2012)
Web site del cantiere dei Nuovi Uffizi